Dal campo alla forchetta: a Bologna apre FICO – EATALY WORLD

FICO-logo-850x850Una palestra di educazione sensoriale al cibo e alla biodiversità: la missione di FICO – EATALY WORLD, il primo parco didattico enogastronomico al mondo di Oscar Farinetti (mr Eataly, ndr), è quella di raccontare attraverso giostre interattive, colture e allevamenti, ristoranti e chioschi, fabbriche e mercati l’eccellenza enogastronomica e la bellezza dell’agroalimentare italiano. A partire dall’ingresso: una parete di mele gialle e rosse accoglie i visitatori, con una nota che informa di come in Europa ci siano 1.200 varietà di mele, delle quali 1.000 sono italiane.

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Con i suoi 80mila metri quadrati, FICO si candida ad essere il più grande parco a tema food del mondo e se l’idea vincente di Eataly era mettere insieme mercato, ristorazione e didattica, qui si aggiungono anche produzione e trasformazione. Infatti, grazie a 40 aziende e consorzi si possono scoprire i prodotti tipici e le eccellenze della filiera agroalimentare italiana, dal campo alla forchetta: tutto è alla luce del sole e i visitatori partecipano ad ogni passaggio, dalla lavorazione delle materie prime, fino alla creazione finale.

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Importantissimo all’interno di FICO è la partecipazione attiva delle persone: nella Giostra “L’Uomo e il Futuro” i visitatori possono piantare un seme (a scelta fra basilico, lattuga riccia, rucola e lattuga cappuccina), nella vasca idroponica apposita e tramite un’app dedicata seguirne tutte le evoluzioni della crescita che, una volta germogliata e cresciuta adeguatamente, verrà raccolta e consumata all’interno di FICO.

Dal cioccolatiere Venchi, invece, una telecamera ti riprende mentre si degustano i famosi cioccolatini, ritrasmettendo poi la tua faccia nell’estasi cioccolatosa, con rilievi al computer su quel che ti è piaciuto di più, quanto e quando: divertente, ma in futuro servirà anche per le indagini di mercato.

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In mezzo alle fabbriche, in perfetto stile Eataly, troviamo ristoranti e tavoli ( qui la lista), che servono pasti per tutte le tasche, dalla piadina romagnola fino ai ristoranti stellati come Guido di Rimini e Enrico Bartolini, passando per porchetta, arrosticini, polenta, baccalà e per i più modaioli l’immancabile barbecue.

DSC_1208 (1)Per riscoprire il rapporto tra l’uomo e la terra, all’esterno troviamo due ettari dedicati ai campi e alle stalle destinati alle colture dimostrative, come la vigna e l’agrumeto, e agli allevamenti didattici: una vera e propria “arca” che racchiude tutta la ricchezza del nostro Paese. C’è persino una tartufaia con tanto di cani che fanno lo show di andare e snidare la trifola e dove si può portare il proprio cane per un addestramento.

Per facilitare gli spostamenti all’interno del parco ci sono a disposizione 500 tricicli progettati da Bianchi ed equipaggiati con cesti per la spesa e frigorifero per conservarla. E se gli acquisti sono troppo ingombranti e pesanti e si è arrivati fin qui con le navette di Fico, dopo le casse c’è un ufficio postale che spedisce tutto a casa.

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L’ingresso a FICO è gratuito, mentre i vari corsi, giostre e workshop organizzati al suo interno sono a pagamento a partire da 10 € (qui potete trovare tutte le informazioni circa i prezzi dei vari tour ed esperienze). Inoltre, se come me abiti lontano ma muori dalla voglia di visitarla, fino al 15 gennaio 2018 Trenitalia ha lanciato uno sconto del 30% sui viaggi a/r sui treni nazionali (offerta riservata ai possessori di coupon FICO).

 

 

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