Palermo, Capitale Italiana della Cultura 2018

Pochi giorni fa il ministro Dario Franceschini ha annunciato l’elezione di Palermo come Capitale italiana della Cultura 2018, titolo segue quello della proclamazione della città a Capitale italiana dei giovani 2017.

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Ma cosa sappiamo di Palermo?

Fiore per i Fenici, che la chiamarono Zys, Pan ormus – tutto porto – per Greci e Romani per la sua conformazione, che si trovava alla convergenza di due fiumi i quali creavano un enorme approdo naturale, la città vanta una storia plurimillenaria e ha avuto un ruolo importante per le vicende del Mediterraneo e dell’Europa negli secoli passati. Fondata dai Fenici tra il VII e il VI secolo a.C., viene conquistata nel 254 a.C. dai Romani. Conquistata dai Vandali nel 429, passa nel 536 sotto Bisanzio e poi conquistata dai Saraceni nell’831. Successivamente, con l’avvento dei Normanni e il ritorno alla cristianità, fu la città di incoronazione per i numerosi re di Sicilia: a questa circostanza si devono i titoli attribuiti alla città: «Prima Sedes, Corona Regis et Regni Caput».

La lunga storia della città e il succedersi di numerose civiltà e popoli le hanno regalato un notevole e variegato patrimonio artistico e architettonico, riconosciuto a livello mondiale. Per chi visita Palermo la prima volta ed è un appassionato di cultura e arte – come la sottoscritta – le residenze arabo-normanne, la cattedrale e altre chiese, insieme al duomo di Monreale e a quello di Cefalù, sono una tappa fondamentale del tour: inserite nella lista dei patrimoni dell’umanità dall’Unesco nel 2015 nel sito “Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale”, questi monumenti mostrano una città-mosaico, di cui ogni tessera è espressione di mondi diversi.

Palermo è anche nota per i vari tipi di mercato presenti in città: Ballarò specializzato nei generi alimentari, la Vucciria specializzata nel pesce e Sant’Agostino invece nell’abbigliamento. Ovviamente non bisogna dimenticare la parte più importante, direi fondamentale: lo street food palermitano. Celebre in Italia e nel resto d’Europa, ha sapori e prodotti incredibili: panelle, arancini – o arancine? chi lo sa! – di riso, pani ca meusa (panini con la milza) e sfincioni non solo riempiono la pancia, ma regalano anche il buon umore.

Oltre a tutto questo, ci saranno tantissime manifestazioni ed eventi – musicali, teatrali, convegni e iniziative sportive – ma anche interventi pensati per migliorare la città per sempre: nuovi spazi permanenti, cambiamenti urbani, innovazione dei sistemi di accoglienza e tanto altro ancora. Insomma, una nuova Palermo tutta da scoprire! Al momento sono stati resi noti circa 700 eventi – qui è possibile consultare il programma – ma ancora tanti altri se ne aggiungeranno nel tempo.

Insomma, Palermo regala emozioni sempre, da qualunque parte la si guardi. Io l’ho già inserita nella lista delle città da visitare assolutamente in futuro, magari proprio nel 2018, e voi?

Palermo,conca d’ora, divora i suoi e nutre gli stranieri

Incisione sotto la statua del Genio di Palermo a Palazzo Pretorio

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