La Isla: Formentera – parte I

Yo soñé Formentera como una isla de infinitos puentes extendidos
, de infinitas escalas hacia el cielo. 

En Formentera todos los caminos llevan al mar.

Spiagge selvagge, sabbia bianchissima, mare cristallino. Barche da pesca e vecchie case coloniali di campagna. Mercatini hippie e chiringuitos lungo la spiaggia. Glamour e chic, easy e bohémien allo stesso tempo. Questa è Formentera, un mix perfetto che incanta chiunque la visiti.

Non ci siete mai stati? Seguitemi allora, sta per iniziare il tour dell’isola!

Come arrivarci

Innanzitutto è bene ricordarsi che sull’isola non c’è un aeroporto, quindi bisogna far riferimento all’aeroporto di Ibiza o di Barcellona; una volta atterrati – io ho preso il diretto per Ibiza – bisogna recarsi al porto, dove con il traghetto si può arrivare a destinazione: le compagnie sono tante, vi conviene dare un’occhiata sui vari siti perché spesso si trovano delle offerte vantaggiose.

Una volta arrivati sull’isola – la tratta è breve, non preoccupatevi, circa mezz’ora – la prima cosa che vi consiglio di fare è di cercare un mezzo di trasporto: noi abbiamo noleggiato uno scooter, perfetto per muoversi in tranquillità e parcheggiare senza problemi, ma se siete dei veri sportivi potete noleggiare una bici e percorrere i 19 percorsi verdi che il Comune di Formentera ha creato per girare l’isola senza rischiare di perdersi. 

Piccolo aneddoto: siamo atterrati a Ibiza alle 8 del mattino dopo la sveglia alle 4 del mattino e quello che ci aspettava è stato, nell’ordine: vento, freddo, pioggia e mare forza nove – per citare la canzone. Risultato: nel tragitto fino a Formentera io e circa tre quarti dei passeggeri del traghetto eravamo verdi e mezzi morti, col risultato di aver passato praticamente tutta la mia prima giornata di mare nauseata. Come dico sempre, mai una gioia!

Dove alloggiare

Tranne Pilar de la Mola, che è il meno comodo soprattutto la sera, sull’isola tutto è vicino. A prescindere da dove soggiorni, massimo 15 minuti di scooter e sei arrivato!

Noi abbiamo scelto di rimanere al Porto de la Savina, anche se è pur vero che la sera è Es Pujols ad essere la più movimentata, ma dista solo 5 minuti di scooter attraversando le saline quindi non ci sono stati problemi. Ricordate: sembrerà assurdo, ma portatevi in valigia una giacca un po’ pesante, la sera in moto fa davvero freddo! Abbiamo soggiornato all’Hotel Bahìa prenotando tramite Booking: stanze pulite, personale gentile, a pochi passi dal porto e dai vari noleggi di auto e moto, abbiamo incluso la prima colazione e ne siamo rimasti davvero molto soddisfatti.

Se avete in mente di far vacanza sull’isola vi consiglio di organizzarvi in anticipo, o  rischierete di non trovare posto: negli ultimi anni è diventata una delle mete estive più ambite, e se non volete spendere un capitale è meglio muoversi in anticipo, fidatevi.

Spiagge

Diciamo la verità: ovunque tu vada, il mare è una meraviglia! Merito sicuramente della scelta dell’isola di puntare sul turismo sostenibile, con spiagge incontaminate ma allo stesso tempo complete di tutti i servizi necessari.

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Ses Illetes

La spiaggia più famosa è sicuramente Ses Illetes, che si trova nella zona nord dell’isola. La sabbia bianca e finissima e il mare incredibilmente limpido e cristallino la rendono simile ad un paesaggio caraibico. Unica nota dolente è la quantità di turisti che la affolla: o si arriva al mattino presto, oppure vi toccherà – come ahimè la sottoscritta – sdraiarsi con piedi e borse dei vicini in testa. Inoltre si deve fare un po’ di coda prima di entrare in spiaggia perchè c’è un piccolo contributo da versare visto che si tratta di una riserva naturale.

Esattamente alle spalle di questa spiaggia si trova quella di Playa de Llevant, la sua “gemella”: al contrario di Illetes, è molto più selvaggia e poche persone – fortunatamente – la frequentano. Proprio per il fatto che è più riservata, è frequentata da molti nudisti, quindi se si è un po’ schizzinosi è meglio evitarla.

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Cala Sahona

Un’altra spiaggia da non perdere è sicuramente Cala Sahona, una piccola lingua di terra  immersa in un paesaggio roccioso e selvaggio. E’ una tra le più belle che si possano visitare sull’isola per la naturalezza dei luoghi e per la sua tranquillità. Uno degli aspetti più caratteristici è il forte contrasto cromatico tra l’azzurro del mare e il rosso dei suoi scogli.

 

Da Cap De Barbaria a Far de la Mola si estende invece la spiaggia di Migjorn, una delle più grandi di Formentera: è ricca di calette di sabbia dorata e di insenature rocciose, e grazie alla sua lunghezza è una delle più tranquille dell’isola. 

Vero e proprio gioiello immerso nella natura, Caló d’es Morts, la “caletta dei morti”, merita secondo me sicuramente una visita: difficile da trovare per la sua posizione, l’acqua è quasi trasparente ma purtroppo le dimensioni della spiaggia – davvero ridottissime – fanno si che si riempia subito. Ovviamente noi non siamo riusciti a trovare posto – avevate dei dubbi? io proprio no! – ma tornando indietro abbiamo trovato una piccola caletta molto carina fatta tutta di conchiglie: un gioiellino!

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Caló d’es Morts

Se siete a Formentera non potete non andare alla spiaggia di Es Pujols. Di piccole dimensioni ma ricca di servizi e ristoranti, è eccellentemente attrezzata per accogliere la grande quantità di turisti che giungono su questa meravigliosa spiaggia, caratterizzata da sabbia finissima e dal mare turchese. La presenza sul lungomare di bar, ristoranti, chiringuitos e bancarelle, rende questo luogo un posto molto frequentato di giorno e di notte.

Per le famiglie con bambini e per chi desidera rilassarsi a riva, Cala Savina è il posto più indicato. Situata nei pressi del porto di La Savina, è composta da calette di piccole dimensioni lambite da un mare di colore verde smeraldo, con un fondale basso e sabbioso.

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Cala Savina

Infine, tra le spiagge più belle c’è anche quella di Es Arenals, in assoluto la più frequentata di tutto il litorale sud, che si incontra procedendo da Migjorn verso est. Nota per la sua bellezza, è un luogo molto frequentato dai turisti, soprattutto grazie alla vicinanza del centro urbano di Mar y Land.

Cosa vedere

Formentera, nonostante quanto si possa pensare, offre anche altro oltre a vita notturna e spiagge stupende.

20799429_1153733188104542_1585449461258631634_nInnanzitutto se si pensa alla isla non possiamo non parlare dei suoi simboli, i fari; ne esistono tre, tutti funzionanti e posti alle estremità dell’isola: a nord troviamo il più recente, il Faro de La Savina, che ci accoglie all’arrivo e ci saluta alla partenza; a est c’è il Faro de la Mola, il più antico: inaugurato nel 1861, il grande scrittore Jules Verne vi ha ambientato un episodio del suo ‘Le avventure di Hector Servadac‘; a sud infine con i suoi 20 metri di altezza troviamo il Faro de Cap de Barbaria: il viaggio per raggiungerlo è più lungo, ma la vista che si gode una volta arrivati è davvero unica. La leggenda vuole che il suo nome sia legato alle navi pirate che vi approdavano. Se volete sorprendervi – e avete molta resistenza al sonno – vi consiglio di andare a visitarli all’alba: godrete di uno spettacolo davvero unico.

Da non dimenticare che in diversi luoghi di Formentera si trovano interessanti monumenti che fanno parte del patrimonio dell’isola, come ad esempio la chiesa di San Francesc Xavier, dell’anno 1973, che con il suo stile fortificato è una delle chiese più belle da vedere; è possibile anche visitare un castello romano in Can Bla, con le sue cinque torri agli angoli e la porta, situata tra La Savina e La Mola, e due interessanti siti megalitici (l’Asentamiento di Cap de Barbaria e il Yacimiento Ca Na Costa), che testimoniano la presenza dell’uomo sull’isola dal 2000 a.C.

Ogni mercoledì e domenica al Pilar de La Mola si tiene il mercato artigianale hippie inaugurato trent’anni fa; vale anche la pena la passeggiata fino al Molí de la Mola, un antico mulino divenuto famoso per essere stato ritratto sulla copertina di un disco dei Pink Floyd (More, 1969) e visitabile per tutto il periodo estivo.

 


to be continued…..

 

 

 

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Un pensiero su “La Isla: Formentera – parte I

  1. Pingback: La Isla: Formentera – parte II – The Traveling Fork

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