Tra il bianco e il rosso: il Trenino Rosso del Bernina

Come sapete, io amo l’estate, il caldo, il mare – anche se ne ho paura – e il sole. Però, nonostante questo, e nonostante il fatto che io soffra terribilmente il freddo, d’inverno quando comincia a nevicare improvvisamente mi ritrovo ad amare un po’ di più questa stagione, soprattutto quando mi regala stupendi panorami.

Direte voi, cosa c’entra? Era necessario per farvi capire la mia gioia quando il mio ragazzo mi ha regalato un biglietto per andare sul famoso Trenino Rosso del Bernina: non vedevo l’ora di farci un giro e gli ho riempito la testa per anni parlandogli degli splendidi panorami che si potevano ammirare dalle sue carrozze, soprattutto se si era così fortunati da andarci dopo una nevicata.

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Così, approfittando di un weekend libero, lo scorso sabato ci siamo presentati in  stazione a Tirano per prendere la prima corsa della giornata, ore 9.00. Purtroppo il tempo non è stato dalla nostra parte – era nuvoloso (#maiunagioia), ma non mi sono certo lasciata scoraggiare!

tappe-trenino-rosso-del-berninaIl tragitto da Tirano a St. Moritz dura circa 2 ore e 15, con una ventina di fermate intermedie alcune delle quali meritano davvero di essere visitate; il consiglio che mi hanno dato, e che mi sento di dare anche a voi, è quello di sceglierne alcune e di farle all’andata, sia che facciate il giro in inverno (ricordate, viene buio molto presto tra i monti!) che d’estate, in modo da poter avere a disposizione tutta la giornata per godervi appieno la gita. Io purtroppo, causa il tempo, non sono riuscita a fermarmi nelle tappe che avevo scelto, ma non mi perdo d’animo: vorrà dire che mi aspetta un altro giro questa estate!

Siete curiosi? Allora tutti a bordo, inizia il viaggio sul Trenino Rosso del Bernina!

Brusio

Macchina fotografica tra le mani, finestrini abbassati e pronti a scattare la prima foto ricordo di questo viaggio incantato!
Siamo a Brusio, luogo simbolo del centenario del trenino che nel 2010 ha spento le sue prime 100 candeline: qui il treno passa sotto la campata del famoso viadotto elicoidale e sale di 20 metri circa di dislivello con la sola forza dell’energia idroelettrica, che da sempre lo conduce lungo il tragitto.

Lo sguardo viene quindi catturato da curiosi igloo di sassi: i crotti, tipiche cantine da poco diventati l’immagine di un nuovo francobollo svizzero. Se volete scendere in paese potete visitare, da giugno a settembre, l’antica Casa Besta, residenza signorile settecentesca, con il museo del contrabbando, sale dedicate alla produzione di vini e strumenti musicali antichi.

Miralago e Le Prese

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Se siete fortunati e riuscite a fare il tour in una giornata di sole dovete assolutamente scendere ad una di queste due fermate e fare una passeggiata lungo il lago di Poschiavo, meglio se ai piedi della montagna: in circa 2 ore potrete fare il giro dell’intero lago, e mi raccomando non lasciatevi sfuggire la piccola chiesa medievale di San Remigio, posta a 1800 m di altezza e visibile guardando in alto sullo sperone della montagna Giumelin.

Piccola curiosità: sapevate che l’hotel Le Prese era l’alloggio prediletto del filosofo Friedrich  Nietzsche?

Cadera e Cavaglia

Lasciato alle spalle il lago, sul tragitto si incontrano piccole e folkloristiche stazioni, da cui partono tantissimi percorsi e sentieri perfetti per gli amanti della mountain bike.

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Scendendo alla stazione di Cavaglia è possibile ammirare il Giardino dei ghiacciai con le sue spettacolari Marmitte dei giganti: 28 piccole e grandi buche nel terreno, gioielli  naturalistici, frutto delle glaciazioni susseguitesi nei millenni dopo lo scioglimento del ghiaccio, che ha lasciato come unico ricordo odierno lo spettacolo del Piz Palù. Si tratta di un sentiero percorribile e visitabile da maggio ad ottobre, e in inverno è il luogo ideale per delle belle ciaspolate in mezzo alla natura.

Alp Gruem

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Sosta obbligatoria per gli amanti dell’escursionismo e delle fotografie: il treno si ferma per una decina di minuti, tanto basta per poter fare una foto alla valle sottostante con lo sbrilluccichio delle acque del lago in lontananza – o almeno così raccontava la voce all’interno della carrozza: purtroppo io ho visto solo un mare di nuvole bianche… Tenete conto che il treno successivo passa dopo 1 ora, quindi a meno che non vogliate fermarvi a mangiare al ristorante o fare un’escursione a piedi fino a Ospizio Bernina, vi consiglio di scattare una bella foto e poi risalire sul treno.

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Ospizio Bernina

Da Alp Gruem il viaggio continua fino al punto più alto della linea del Bernina, l’Ospizio Bernina a 2253 mslm.

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Superata la diga di Scala si estende il famoso Lago Bianco, una diga ad alta quota che riposa ai piedi del ghiacciaio Piz Cambrena, il quale gli dona un colore unico, da contrapporre al Lago Nero da qui poco distante; viste le temperature rigide, il paesaggio che mi si è aperto davanti agli occhi è stato molto diverso: una immensa distesa innevata, tanto candida da brillare, immersa in un silenzio ovattato, che metteva in soggezione. Un vero spettacolo. Tra i due laghi troviamo la stazione Ospizio Bernina, che ci ricorda attraverso alcune fotografie d’epoca la storia degli albori di questa linea.

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Siete amanti del trekking? Allora d’estate dovete assolutamente scendere a questa fermata e fare il giro sul lago: arrivando alla diga sud del Lago Bianco è possibile anche salire al panoramico Rifugio Sassal Masone, per poi riscendere di nuovo alla stazione di Alp Grum.

 

Morteratsch

Preparate la macchina fotografica: dopo la curva di “Montebello”, apparirà davanti a voi il panorama della catena del Piz Bernina con la lingua del ghiacciaio ben visibile. Per i più golosi d’estate si può fare una tappa al locale caseificio tipico, la Schaukäserei (aperto da giugno a  settembre), a meno di 100 m. dietro la stazione ferroviaria, per assistere alla produzione del formaggio d’alpe o anche per acquistare o gustare un buon assaggio dei formaggi locali.

Pontresina

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La fama di questo paesino si deve a Clara Chris, giovane ed intraprendente imprenditrice che iniziò quasi per gioco ad affittare le stanze in esubero della propria dimora, con lo scopo – si dice – di accasarsi e trovar marito. Se siete rimasti colpiti dal viaggio e volete esplorare ancora di più questi monti meravigliosi siete nel posto giusto: il famoso trenino rosso riparte da qua per raggiungere Coira lungo la Via Albula, che con la linea del Bernina vanta l’ingresso nel patrimonio mondiale Unesco dal 2008; è sufficiente scendere dal treno e riprenderlo dai primi binari a fianco, vi attenderanno altre due ore di viaggio con 122 km di tunnel, ponti e panorami mozzafiato.

St. Moritz

Città dal clima champagne, si dice ci siano all’anno ben 322 giorni di sole, ma al mio arrivo cosa ho trovato? Una bella giornata nuvolosa e ventosa ovviamente! Dalla stazione ci sono due possibili opzioni: la visita di St.Moritz Dorf, il centro per chi ama cultura e shopping, o la passeggiata a St.Moritz Bad lungo il lago, per chi preferisce un tuffo nella natura.

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Se devo essere sincera, sono rimasta alquanto delusa dal Dorf: mi aspettavo una cittadina più caratteristica, con un qualcosa che mi incantasse, invece ho trovato solo negozi di lusso e macchinoni e probabilmente anche il tempo ha fatto la sua parte, non ci sono dubbi. Molto meglio invece la passeggiata a St.Moritz Bad: dalla stazione ha inizio un bellissimo sentiero ciclo pedonale che costeggia tutto il lago, circa un’ora e mezza circa di cammino; d’inverno il lago, con la sua superficie completamente ghiacciata, si presta come scenario per competizioni di polo, dell’evento storico del White turf e spettacoli vari, mentre in estate è meta di velisti, vogatori o pescatori.

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St. Morits Dorf visto dalla passeggiata lungo il lago
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Il lago di St. Moritz ghiacciato

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Nota positiva della città? Ma che domande, il cioccolato ovviamente! Passeggiando per le vie del Dorf infatti mi sono imbattuta nella cioccolateria Läderash, con le sue vetrine allestite e un profumino invitante che usciva dalla porta e non sono riuscita a resistergli: appena entrata sono stata investita da un odore buonissimo, e mi sono ritrovata circondata da cioccolato sotto ogni forma, dalle tavolette ai tartufini, dai biscotti ai cioccolatini. Potevo quindi esimermi dal comprare qualcosa? Certo che no! Così sono tornata a casa con un sacchetto di cioccolato di vari tipi come bottino.


 

Quindi, direte voi, promosso o bocciato?

Sarò franca: promosso, ma con riserva. Il motivo è che, secondo me, è un giro che bisognerebbe fare due volte, una in inverno e una in estate per godere appieno di tutte le esperienze che si possono fare, vedere i meravigliosi paesaggi innervati e fare le gite lungo il percorso, senza farsi mancare niente. Certo, il costo – 64€ andata e ritorno (qui potete prenotare i biglietti) rende la gitaun po’ cara, ma secondo me ne vale davvero la pena. Considerate anche una cosa molto importante: il biglietto sulle tratte standard vale 10 giorni e si può quindi scendere e salire tutte le volte che si vuole.

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3 pensieri su “Tra il bianco e il rosso: il Trenino Rosso del Bernina

  1. bellaitaliailblog

    Che bei ricordi il viaggio sul Bernina. Io l’ho fatto più di 20 anni fa. Mi hanno detto che è molto bello fatto anche d’estate. Appena torno in Valtellina giuro che riprovo questa esperienza. Ps ti consiglio anche il tour sul lago Maggiore tra battello e treno che da Arona porta a Locarno. Quindi con la ferrovia delle Centovalli arrivi a Domodossola, per poi tornare al punto di partenza con le Fs. Scoprirai meravigliosi paesini di montagna. Ciao

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