Discovering Italy: Mantova

Non so voi, ma Mantova è stata la meta di quasi tutte le mie gite delle elementari. Purtroppo però è passato molto tempo e i mie ricordi su questa bellissima città cominciano a svanire. Così ho pensato che, appena possibile, sarà la meta della mia prima gita fuori porta dell’anno. Quindi, in vista di questa gita, mi documento per creare un bell’itinerario di un paio di giorni per visitare la città; curiosi? Ecco qui alcuni luoghi da visitare assolutamente se volete organizzare un weekend in città.

Sviluppatasi in epoca rinascimentale al cospetto della nobile famiglia Gonzaga, la città cela sotto il suo velo di apparente tranquillità e compostezza, un’incredibile offerta artistica e culturale.

1. Palazzo Ducale

Con le sue 500 stanze e i suoi 34.000 metri quadrati, testimonia la grandezza e la ricchezza dei Gonzaga, che vissero e governarono la città dal 1328 al 1707, fino a quando il duca Ferdinando Carlo fu costretto all’esilio.

COMPLESSO MUSEALE PALAZZO DUCALE DI MANTOVA

Il Palazzo nasce dalla fusione cinquecentesca di più edifici disposti tra il Lago Inferiore e Piazza Sordello: il nucleo originario è composto dal Palazzo del Capitano e dalla Magna Domus, edificati dalla famiglia Bonacolsi, che con l’arrivo dei Gonzaga si integrarono con nuove costruzioni, fino a formare la Corte Vecchia. Qui, tra cortili, giardini, stanze, si trova il ciclo di affreschi che il Pisanello dipinse per volere di Gianfrancesco Gonzaga. Nel ‘500 alla Corte Vecchia si aggiunse il Castello di San Giorgio, dove si trova la celebre Camera degli Sposi di Mantegna. Dal 1480, addossata alla Corte Vecchia venne edificata la Domus Nova e il Palazzo Ducale prese l’aspetto definitivo che ha ancora oggi. Purtroppo della sontuosità degli interni resta ben poco: con la fine delle fortune familiari, i Gonzaga furono costretti a vendere opere e arredi. Il resto lo fecero le armate napoleoniche in Italia. Ancora visibile, per fortuna, la Famiglia Gonzaga in adorazione della Trinità, di Rubens.

Come avrete capito, il complesso museale è particolarmente esteso, quindi se volete visitarlo è bene studiare i tempi in modo da visitare il tutto in mattinata, per poi dedicarvi al resto della città nel pomeriggio.

2. Palazzo Te

Contrariamente a quello che alcuni pensano, il nome di Palazzo Te non deriva dalla famosa bevanda ma più probabilmente dal nome di un’isola, chiamata Teieto, poco distante da quella più grande su cui sorse poi Mantova.

Palazzo Te - Centro Guide Mantova - I Gonzaga

Agli inizi del 1500 Francesco Gonzaga fece costruire una piccola casa padronale e delle stalle per godersi la tranquillità dell’isola. Fu solo nel 1524, quando Federico II Gonzaga si entusiasmò per un progetto di Giulio Romano, che iniziò la costruzione del Palazzo Te così come lo vediamo oggi. Romano era stato il migliore allievo di Raffaello e, come scrisse poi il Vasari, era un artista che progettava “non abitazioni di uomini, ma case degli Dei“. Il Palazzo è davvero splendido: dalle facciate, all’esedra, alle infinite sale che si susseguono in una stupefacente sequenza di simboli e riferimenti alla vita dei Gonzaga e alla politica del tempo. Il culmine si raggiunge però nella Camera dei Giganti, un ciclo pittorico che per bravura tecnica e capacità innovativa è stato per molto tempo ineguagliato. L’affresco riprende il momento in cui Giove punisce i giganti per il loro tentativo di sostituirsi agli dei. Assolutamente da non perdere.

3. Castello di San Giorgio

Edificato nel 1395 e progettato dallo stesso architetto del castello Estense di Ferrara, all’inizio il Castello aveva esclusivamente scopo difensivo, come ci viene suggerito dai suoi ponti levatoi, mentre con il trascorrere di un solo secolo divenne la residenza dei Gonzaga, che per l’occasione decisero di abbellirlo con degli affreschi affidati ad Andrea Mantegna.

Tra tutte le opere del Castello, la più celebre è sicuramente la Camera degli Sposi, un ciclo di affreschi che ricopre le pareti di uno dei torrioni del castello, dipinto in un lasso di tempo di ben 9 anni. Grazie ad un’abile divisione degli spazi e all’uso eccezionale della prospettiva, Mantegna riesce a trasformare le pareti in uno spazio in cui entrano in scena i personaggi della Famiglia Gonzaga.

Camera degli Sposi del Palazzo Ducale Mantova, video a 360 °, Museo urbano  di Mantova | HiSoUR - Ciao, così sei

Nella prima parete sono ritratti tutti i componenti della famiglia Gonzaga: il marchese Ludovico II e la moglie Barbara di Brandeburgo sono circondati dai figli e dai familiari; Ludovico, girato verso il segretario Raimondo dei Lupi, riceve una lettera mentre la piccola Paola porge una mela alla madre. Da notare il cane Rubino e la nana che guarda verso lo spettatore. La seconda scena è la celebrazione della linea dinastica: qui Ludovico II Gonzaga si trova al cospetto del figlio Francesco, nominato cardinale, che tiene per mano il fratello Ludovico che, a sua volta, dà la mano al nipote Sigismondo.

4. Chiesa di Sant’Andrea

Il 'sacro Graal' di Mantova nella Basilica di Sant'Andrea

Secondo la tradizione, qui è custodito la terra con il sangue di Cristo che Longino, il centurione romano che gli trafisse il costato, raccolse ai piedi della Croce. È il Sacro Graal, quindi, che Longino alla sua morte (37 d.C) sotterrò per evitare che andasse disperso. Per circa 800 anni se ne persero le tracce e fu Sant’Andrea a indicare dove ritrovare la prima urna. Con questa scoperta, Mantova diventò sede vescovile e venne costruita una piccola chiesa in onore dell’Apostolo Andrea. Nel 1048 avvennè il secondo ritrovamento della reliquia e delle ossa di S. Longino, a cui è dedicata una cappella. La cripta conserva, con un sofisticato meccanismo a 12 chiavi, le reliquie che vengono tirate fuori solo il venerdì santo.

5. Rotonda di San Lorenzo

La Rotonda di San Lorenzo è la chiesa più antica di Mantova. Costruita ad immagine della Chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme probabilmente per volere di Matilde da Canossa, è a pianta centrale con un matroneo in alto. La chiesa era completamente affrescata, ma le vicissitudini che ha attraversato durante i secoli hanno lasciato solo resti di affreschi, tra cui un “San Lorenzo sulla graticola“. Usata come magazzino e poi cortile, fu riconsacrata nel 1926 e riportata all’antico splendore demolendo le case che ne ostruivano la vista.

6. Piazza Sordello e Duomo di Mantova

Su Piazza Sordello, dedicata al poeta trovatore Sordello da Goito, si affacciano una serie di importanti palazzi storici, tra i quali Palazzo Castiglioni, nobile residenza dei primi signori della città, Palazzo Vescovile e il celebre Palazzo Ducale, simbolo della potenza dei Gonzaga.

Cattedrale di S.Pietro (Duomo) - Parrocchia di Sant'Anselmo - Mantova

Il lato corto della piazza è invece occupato dal Duomo: di origine paleocristiana e ricostruito in epoca medioevale, è dedicato a San Pietro. Proprio per il fatto che il Duomo è molto antico, potrete ammirare internamente ed esternamente un mix di stili che vanno dal romanico, al barocco, al gotico.

7. Piazza delle Erbe

Come accade per molte città venete e lombarde, anche a Mantova il nome di Piazza delle Erbe indica la secolare funzione di luogo commerciale della città, in particolare di mercato di frutta e verdura, ed è sicuramente la più pittoresca e vivace tra le piazze di Mantova.

Qui trovate altri monumenti rilevanti come il Palazzo della Ragione con la Torre dell’Orologio, progettata dal matematico e astronomo Bartolomeo Manfredi, la Rotonda di San Lorenzo e la Casa del Mercante. La piazza si chiude con il Palazzo del Podestà, detto anche “Palazzo del Broletto” (1227). Sul lato posteriore invece c’è una statua duecentesca di Virgilio in cattedra, che i mantovani chiamano più semplicemente, la vècia, la vecchia in dialetto.

Piazza-Erbe-mantova | Vie del Gusto - Rivista di Enogastronomia e Turismo

8. La Loggia delle Pescherie Giulio Romano

Art Bonus - PESCHERIE DI GIULIO ROMANO A MANTOVA

Dopo aver superato la Loggia dei Mercanti, si raggiunge un punto di Mantova poco conosciuto ma che merita una visita: la Loggia delle pescherie Giulio Romano. Si tratta di un edificio storico dedito al commercio del pesce, posto ai lati del ponte che sovrasta il Rio, il corso d’acqua che attraversa Mantova.

Le pescherie erano collegate al vecchio macello pubblico sempre realizzato su disegni dell’architetto Giulio Romano. Il macello è stato poi demolito per far spazio a un passaggio pedonale che però conserva ancora le splendide colonne del vecchio edificio.


Come sapete, una cosa che amo fare quando visito una città è provare i prodotti tipici del luogo. Sorge quindi spontanea la domanda: cosa mangiare a Mantova?

Innanzitutto, c’è da dire che nella cucina mantovana prevalgono gli ingredienti di terra e le carni. Un ingrediente fondamentale è sicuramente la zucca, che troviamo declinata in tantissimi piatti, dai famosi tortelli ai dolci. Da non perdere anche i bigoli, tutte le paste fresche con l’uovo, gli agnolini (specie di tortellini). Siamo inoltre in terra di Lambrusco, Parmigiano, Grana  e mostarde, che non mancano mai dalla tavola. Tra i secondi regnano il brasato, lo stracotto, il bollito misto e il cotechino. Il dolce per eccellenza è la sbrisolona, torta a base di mandorle.

Un commento Aggiungi il tuo

  1. www.narrabondo.com ha detto:

    Ti auguro che sia la prima gita di una lunga serie.

    "Mi piace"

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