#Travelsfordreamers: 5 libri per scoprire la Sicilia

Questo appuntamento di #Travelsfordreamers sarà un po’ diverso dal solito: questa volta, infatti, non vi parlerò di un solo libro, ma vi proporrò 5 libri diversi per scoprire una terra magica come la Sicilia. Vi chiederete come mai… semplice: nelle prossime settimane avrò il piacere di viaggiare in Sicilia, visitando luoghi e città fantastiche, quindi mi sembrava giusto dedicarle gli articoli che usciranno questo mese sul blog.

Curiosi? Iniziamo subito!

1. “Mandorle amare” di Maria Grammatico e Mary Taylor Simeti

Il primo libro che vi consiglio è un racconto un po’ sui generis che ho scoperto per caso e che ho trovato molto carino. Narra la vita di Maria Grammatico, la pasticciera siciliana “mamma” delle genovesi, i famosi dolcetti di pasta frolla ripieni di crema o di ricotta. La scrittrice americana Mary Taylor Simeti ha deciso di lavorare a questo libro dopo aver assaggiato proprio le genovesi di Maria e averne conosciuto la storia. Ne è nato un romanzo-intervista che ripercorre l’infanzia e l’adolescenza di Maria e soprattutto il triste periodo passato nel convento di San Carlo a Erice. Tra quelle quattro mura, tra preghiera, punizioni e lavori a volte troppo duri per una bambina, Maria imparò dalle monache tutti i segreti della pasticceria, acquisendo un’abilità che portò poi al successo il suo laboratorio.

2.“La sposa normanna” di Carla Maria Russo

Una storia appassionante e vera, quella di Costanza d’Altavilla, ultima discendente della nobile dinastia normanna e legittima erede al trono del Regno di Sicilia. Costretta a lasciare il convento in cui vive da anni e in cui ha trovato la serenità per sposare Enrico VI, figlio dell’imperatore Federico Barbarossa, si ritrova fin da subito a dover fronteggiare ogni sorta di umiliazione e di minaccia. Le mire espansionistiche del papa, gli intrighi politici e la brutalità del marito si contrappongono al suo essere quasi eterea, al suo fortissimo desiderio di maternità, al suo essere amata incondizionatamente dal suo popolo. Pagina dopo pagina, Costanza mostra una determinazione e una forza d’animo che le permettono di non soccombere e di consegnare alla storia sua figlio, Federico II di Svevia, futuro re di Sicilia e imperatore del Sacro Romano Impero.

Il profumo delle arance ricorda a Costanza la propria terra durante gli anni in cui ne deve stare lontana. Lo splendore della cattedrale di Palermo fa da sfondo all’incoronazione di Enrico VI di Svevia. Ed è sempre Palermo, con i suoi quartieri popolari, la sua multi-etnicità e il suo dialetto, ad accogliere Federico II dopo la morte della madre.

3,“La Mennulara” di Simonetta Agnello Hornby

25 settembre 1963. A Roccacolomba è morta Maria Rosaria Inzerillo, detta la Mennulara. La sua scomparsa dà vita ad un incessante chiacchiericcio, zeppo di maldicenze, in cui ciascuno degli attori, come in un racconto corale, dà la propria interpretazione postuma sulla vita della Mennulara. E il lettore può ricostruire gli eventi e decidere a chi offrire la propria simpatia solo poco per volta e solo attraverso il “sentito dire”. Da povera raccoglitrice di mandorle, la Mennulara inizia a lavorare come cameriera in casa Alfallipe appena tredicenne, diventandone anno dopo anno insostituibile amministratrice del patrimonio. La sua arguzia, la sua apparente durezza d’animo e soprattutto il fatto che la sua gestione dei beni abbia consentito agli Alfallipe di arricchirisi, gettano ombre sul suo passato, dandola in pasto ai pregiudizi e agli stereotipi tipici di un piccolo paesino del palermitano. Tra chi la deniga per invidia, chi ne disprezza i costumi pur non avendola mai realmente conosciuta e chi prova a difenderne la memoria, solo nelle ultime pagine del romanzo viene svelata la verità, rendendo giustizia ad una donna forte, che ha lottato in un contesto sociale che non le ha mai perdonato di aver provato a riscattarsi da ciò a cui le sue origini l’avrebbero destinata.

4.“I leoni di Sicilia” di Stefania Auci

Splendido. Ecco l’aggettivo che associo a questo libro, il primo capitolo della saga familiare dei Florio, una delle famiglie più note e più ricche della Sicilia e d’Italia tra Ottocento e Novecento. La Auci ripercorre con maestria il diciannovesimo secolo attraverso l’ascesa al potere della prima e seconda generazione dei Florio, dal terremoto a Bagnara Calabra, che spinge i fratelli Paolo e Ignazio Florio a lasciare la propria terra per cercare fortuna a Palermo, fino allo sbarco dei Mille a Marsala e alla conseguente nascita del Regno d’Italia. Da semplici veditori di spezie, i Florio costruiscono anno dopo anno un vero impero. Zolfo, terreni, vino, l’intuizione di conservare il tonno sott’olio per garantirne una maggiore durata, l’importazione in Sicilia dei primi macchinari industriali inglesi. La costituzione della “Società dei battelli a vapori siciliana”, commerci che dal Mediterraneo si estendono in tutta Europa e in America. Fierezza e passione, il perenne conflitto tra borghesia e nobiltà, una descrizione emozionante e bellissima della Sicilia dell’epoca, da Palermo a Marsala alle Egadi.

5. “Uno, nessuno e centomila” di Luigi Pirandello


“Avevo ventotto anni e sempre fin allora ritenuto il mio naso, se non proprio bello, almeno molto decente”. Ha inizio così l’odissea di Vitangelo Moscarda, quando un commento distratto della moglie lo inchioda a una tremenda verità: gli altri ci vedono in modo diverso da come ci vediamo noi stessi. La sua vicenda è lo specchio della crisi dell’io, tra prospettive che mutano e punti di riferimento che si perdono.

Tra gli esiti più nuovi della letteratura del Novecento, l’ultimo romanzo di Pirandello è la storia di un “naufragio dell’esistenza”: in seguito al cortocircuito iniziale, il protagonista arriva ad accettare l’incompletezza di sé attraverso la via della rinuncia e della solitudine, fino all’abbandono definitivo di ogni coesione interna, fino alla follia. Come ebbe a dire l’autore stesso, dei suoi romanzi “Uno, nessuno e centomila” è il “più amaro di tutti, profondamente umoristico, di scomposizione della vita”.

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